Iraq: cosa è successo e cosa può ancora accadere.

Gen 09 2020
Tatiana Basilio

Con l’uccisione del generale Soleimani, l’amministrazione Trump punta a far saltare il banco, elevando il livello dello scontro con l’Iran su un piano dove ritiene di essere chiaramente in vantaggio. La reazione iraniana è stata ben bilanciata, ma esiste il rischio di una pericolosa escalation in Iraq.

L’8 gennaio le Guardie della Rivoluzione Islamica hanno avviato l’operazione “Soleimani Martire”, lanciando missili balistici Ghiam e Fateh, contro due basi militari statunitensi in Iraq.

Di seguito pubblichiamo un articolo di LARANEWS in merito alla crisi in corso nel territorio iracheno tra Stati Uniti e Iran.

One Reply to “Iraq: cosa è successo e cosa può ancora accadere.”

  1. Buongiorno a tutti,
    Non sono un esperto né di geopolitica , sicurezza, cybersecurity, ma visto che sono 30 anni che per lavoro ( programmazione e collaudo macchine automatiche) viaggio nel mondo ( 56 nazioni diverse) l esperienza me la sono fatta sul campo in pratica.Solo andando nei vari paesi , lavorando con i locali puoi capire cosa accade.
    A volta la situazione è molto più complicata di quello che trasmettono i media.
    Vi faccio un esempio, io personalmente ero per lavoro a Baghdad febbraio – marzo di quest’anno perciò un anno dalla eliminazione del Gen Quassem Solemaini , azione che fu dipinta dagli USA come necessaria per eliminare un nemico. Ora che gli USA eliminini in territorio iracheno un Gen.iraniano insieme al suo consigliere iracheno Abu Mandi al – Muhandus cte di una milizia irachena con alcuni operatori di scorta sia iraniani che iracheni significa scatenare un grosso problema e farsi odiare non solo dall Iran ma anche dall iraq.
    In Iraq Soleimani era ed è ritenuto un un eroe e visto che alla comparsa del ISIS nel 2010-2011 furono gli iraniani che fornirono di armi le milizie irachene per contrastare ISIS mentre gli USA si rifiutarono di farlo.
    Ricordo che le milizie sciita filoiraniane insieme alla coalizione è regolari dell esercito iracheno contribuirono alla cacciata dell ISIS fino ai confini con la Siria.
    E chiaro che non passa settimana senza che qualche milizia non spari razzi su basi americane (aeroporto di Baghdad, Erbil, etc..)
    A Baghdad non ho mai visto un americano o inglese civile o militare girare in città.. non sarebbe molto salubre per loro, noi italiani invece guarda caso siamo rispettati magari perché i nostri militari hanno avuto un approccio diverso con la popolazione locale.
    Io stesso ero scortato non da una scorta convenzionale (che con Baghdad in coprifuoco covid dalle 18.00 alle 06.00 non poteva operare) ma da un ex comandante di una milizia sciita filoiraniana che si occupava della mia sicurezza hotel ..fabbrica….allora chi è il buono e il cattivo…e molto difficile dirlo.
    Un saluto
    Ing.fabiano manzan
    +39 335322757

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